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dentifrici

 

I requisiti indispensabili di un dentifricio

Al contrario di ciò che molti pensano, é il corretto uso dello spazzolino che serve nella rimozione della placca, il dentifricio é solo un valido aiuto. Per la scelta di quest' ultimo vi sono tuttavia, delle indicazioni generali che sarebbe utile seguire, esse sono:

  • avere un pH intorno a 7;
  • non agire irritando le mucose;
  • possedere un sapore ed un aspetto gradevole;
  • contenere fluoro, elemento chimico che protegge la normale struttura morfologica e chimica del dente e che svolge un’azione preventiva nei confronti dell’insorgenza della carie;
Cosa bisogna sapere per scegliere uno dentifricio?
  • Saper riconoscere l'abrasività del dentifricio
Un buon dentifricio deve possedere un’abrasività sufficiente a rendere liscia e lucida la superficie dello smalto ma al tempo stesso non deve essere eccessivamente abrasivo perché in questo caso, con il tempo, provocherebbe danni allo smalto, ai denti ed alle corone dentali Tale valore viene espresso da una sigla riportata sulla confezione(statisticamente solo 2 su 50 la riportano)e da un numero: RDA50 = alta abrasività e RDA25 = bassa abrasività.La capacità di abradere è collegata agli ingredienti ma soprattutto alla grandezza delle particelle e alla forma dei microgranuli.
In base all'età e alle diverse patologie che si riscontrano nel corso degli anni si può poi variare ulteriormente la scelta cercando prodotti più specifici pe un ben preciso trattamento, in commercio infatti si trovano diverse linee di prodotti specifici.
  • Tipi di dentifricio

Essendo disponibili in commercio diverse linee di dentifricio ognuna delle quali presenta caratteristiche diverse può essere saggio consultarsi con il proprio dentista allo scopo di farsi consigliare quale sia il prodotto più indicato per curare la propria igiene orale.
Nel caso si soffra di ipersensibilità ai colletti dentali e quindi si lamenti la comparsa di dolori brevi ma molto intensi quando il dente entra in contatto con alimenti caldi, freddi, zuccherati o acidi potrebbe rivelarsi utile usare i dentifrici appositamente studiati per i “denti sensibili” perché poco abrasivi e contenenti principi attivi che riducono il fastidio provocato dall’ipersensibilità dentinale.
  • La scelta dei dentifrici sbiancanti

Attenzione alla scelta dei dentifrici sbiancanti: spesso in questi prodotti l'indice di abrasività è molto elevato, per ottenere il risultato di rimuovere eventuali patine opache depositate sulla superficie dei denti.
Il suggerimento è dunque di evitare l'uso prolungato di prodotti con queste caratteristiche, concedendosi un trattamento sbiancante per un periodo limitato ed avendo poi cura di mantenere nel tempo i risultati raggiunti attraverso una pulizia del cavo orale scrupolosa e costante, e nella migliore delle ipotesi, anche attraverso l'eliminazione di comportamenti scorretti che intaccano il colore naturale dello smalto, come per esempio l'abitudine al fumo.

I dentifrici sbiancanti “whitening”

Sicuramente li avrete visti negli scaffali del supermercato, o forse ne avrete già provato qualcuno. Si tratta dei dentifrici sbiancanti “whitening”, la formula sbiancante per denti ingialliti. In genere le marche più rinomate presenti sul mercato scelgono di lanciare questi prodotti per ragioni di marketing. L’efficacia spesso è discutibile, se confrontata a ciò che si promette: un sorriso smagliante senza alcuna macchia o ingiallimento.

La composizione di tali prodotti è sempre diversa. Possiamo trovare ingredienti naturali, quali i licheni con i sali fluoridrici, l’aloe vera, l’argilla bianca, il bicarbonato. L’effetto “scrub” di alcuni dentifrici in particolare è causato da sostanze quali il sodio sorbitolo e il tetrapotassio. Non bisogna dimenticare, però, che in questi dentifrici sbiancanti sono contenute anche sostanze abrasive, che a lungo andare scoloriscono i denti. Alcuni esperti hanno il compito di valutare la “Relative Dental Abrasività” (RDA), avvertendo che questa non deve superare il valore di 100. Esistono alcuni prodotti in commercio che invece superano abbondantemente tale valore. Il consiglio, quindi, è di non utilizzare il dentifricio sbiancante in maniera prolungata, ma di alternarlo con altre tipologie, in modo che non possa causare problemi allo smalto.

Passiamo ora alla carrellata di qualche dentifricio sbiancante per i denti. Altro dentifricio abbastanza efficace è “Fresh & Clean Dentifricio Whitening”, che si trova in vendita al supermercato. La formula in microgranuli lucidanti assicura un bianco splendente ai denti, con l’azione combinata di pirosfati e sodio bicarbonato. Un ottimo dentifricio è “Iodosan Whitening”, la cui confezione da 100 ml costa circa 4 euro. Certo, il prezzo è un po’ più alto rispetto alla media, ma basta usarne una piccola quantità per ottenere risultati visibili fin da subito. Il sapore è molto gradevole, e lascia per tanto tempo una piacevole sensazione di freschezza nella bocca. Abbastanza efficace anche il dentifricio “Colgate Sensation White”, provato dai fumatori che hanno il problema dei denti ingialliti, e che lo hanno trovato molto buono.

 

 
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